[20-11-2011]
Lost Souls
Lost Souls è una narrazione sui Kue-jin, i vampiri occidentali.
I protagonisti si troveranno a fronteggiare, dopo il loro 'Secondo
Respiro' (l'Abbraccio),
una guerra tra due fratelli di casa Tokugawa: Isao al servizio
dell'Imperatore e lo Shogun Yoshinobu che detiene il vero comando
sulla nazione.
In questo frangente le navi occidentali tenteranno di aprirsi un
valico commerciale col Giappone minacciando l'armonia delle antiche
tradizione locali e tentando accordi diplomatici con gli anelli deboli
del potere.


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“Folli sono le tenebre
nella notte di primavera…”
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*Citta’ di Edo, anno 1850*
Sulla carta di riso della porta scorrevole si stagliava una tigre
sinuosa. Una mano paziente s’era curata di dipingerle grandi occhi
color crema piegati in uno sguardo maliconico che faceva il verso alla luna.
I suoi artigli erano tesi su un sasso di montagna mentre
cercavano d'afferrare la stabilità.

La porta si aprì celando il disegno. Entro’ un’inserviente. La donna
si passò la mano sulla fronte nonostante l’ampia fascia bianca che le
bloccava le gocce di sudore.
Si fermò a pochi passi dalla soglia, non appena scorse la figura in
penombra di Muramaki. Quella notte, il ‘servo dei segreti’ di casa
Tokugawa le incuteva paura.

“Da quanto tempo ha le doglie? Perché non mi hai avvisato subito?” le
chiese lui.
Ikari alzò la testa di scatto. “Da sette ore! I bonzi pregano senza
tregua…” sospirò, “solo la sventura può impiegarci tanto tempo!”

Nemmeno l’oscurità era in grado di celare il naso adunco dell’uomo che
si mosse, assieme alla bocca, in un gesto di disprezzo.
“Come osi! Cosa dici?
Chi serviranno i miei figli? Stai zitta!”
Muramaki prese le spalle della donna e le scrollò con violenza.

Ikari cadde a terra. Prima di rialzarzi fece un inchino.
“Sì, scusate. Avete ragione…sarà un maschio.”



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“… Celano, è vero,
il colore del fiore di susino…”
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*Città di Kyōto, anno 1850*
Da due ore l'Imperatore Sumeramikoto sedeva sul trono del Crisantemo.
Fissava la grande porta dorata e batteva nervosamente le dita sul
legno.
Finalmente entrò un uomo vestito da samurai.
"Ah... Isao."
L’Imperatore non poté fare a meno di pensare come in seno a quella
serpe ci fosse lo stesso fascino del fratellastro.
La fronte alta, luminosa, le labbra quasi inesistenti sempre strette
in una morsa di sfida alla vita, il viso lungo e delicato,
una vera armonia se non si notava la luce infernale nell'anima degli occhi.

“Due gemelli!” gridò il samurai inchinandosi.
Con la mano stringeva la cinta della spada. Sull’elsa il simbolo della
malvarosa.

Un sorriso, grande come la soddisfazione nel suo animo, illuminò il
volto dell’Imperatore.
“Isao, sono maschi?”

“Sì, dei maschi sani e in forze. Dovete gioire due volte perché a sud
ci sono buone nuove!
Taniko non riesce a partorire, le spie dicono che fallirà, anche stavolta.”

Sumeramikoto sorrise, a ventisei anni si poteva riconquistare ogni potere.
“Senza eredi non ci sarà lo shogunato.”

Isao si alzò, la mano ferma sull'elsa. “Specie se non ti appartiene.
Tokugawa è il mio sangue.”

“Una buona discendenza assicura fedeltà e stima tra gli amici ma,
Isao, la sconfitta che hai subito da Yoshinobu,
potrebbe rovinarci alcune alleanze e infrangere..."

“Lui è un infame! Un traditore!”

“Non mi interrompere!”
L'Imperatore ritrovo' il suo tono calmo.
"Dovrai mantenere una buona reputazione, almeno in città."

“Tennō Heika, avete la mia spada, vale molto più di una vecchia storia.”
Isao si congedò. "I vostri figli vogliono conoscervi. Buonanotte."

Il giovane Imperatore sorrise, la malvagità di Isao poteva
oltrepassare qualsiasi orizzonte.



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“Folli sono le tenebre
nella notte di primavera.
Celano, è vero,
il colore del fiore di susino,
ma il profumo, come fanno a velarlo?”
Kokin Wakashū
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*Citta’ di Edo, anno 1850*
Muramaki scivolò nella stanza dello Shogun come un’ombra, il dolore
andava vissuto senza fronzoli.
Yoshinobu Tokugawa non mosse la testa, se ne stava seduto a terra con
le spalle ben dritte contro la malasorte.
“Sta bene Tanaki? Ci sono novità?” chiese alzando il sopracciglio.

“Vostra moglie ha solo bisogno di riposo.
Avete avuto un'altra femmina...” rispose l’uomo col naso adunco.
Tra le mani teneva il lenzuolo della nascita, la malvarosa ricamata
era resa opaca dalle acque del parto.

“Esci dalla stanza. Voglio stare solo.”

A Muramaki la voce di Yoshinobu sembrò ancor più roca del solito.
“Mio Signore, avete saputo dell’Imperatore?” tentò di chiedere
preparandosi al peggio.

“Sì. Vattene.”

Muramaki fece un inchino e senza voltare mai le spalle dallo sguardo
del suo Signore, prima di chiudere la porta, disse: “Vostra figlia è
sana.”

Lo Shogun non si scompose.

[09-11-2011]
Wien 2012
Un fischio assordante rende inutile ogni pensiero di Aephit.
Il suo sguardo si posa sulle pareti del Naos del piccolo tempio eretto in onore di Seth sotto il 'Museum für angewandte Kunst', percorre la linea di alcuni geroglifici, si sposta sulle tenue fiamme.

Il fischio diminuisce, sente dei rumori dietro di sé, ma nessuno fiata, nessuno ansima: sono tutti morti laggiù.
Morti che camminano.
Gli occhi mettono a fuoco la figura che sta coprendo la fonte di luce più intensa. Quella donna, autoproclamatasi anni prima Grande Veggente di Seth, indossa una tunica viola e nera, anelli e bracciali d'oro lavorato, sandali di pelle. Il suo volto è devastato dal dolore, dal ventre sgorga sangue scuro che bagna il pavimento. Aephit segue il rivolo di sangue che arriva fino a lui. Si guarda il braccio: è spolpato e fa un male cane, ma le dita rispondono ancora.
Il fischio si attenua.

Devono essere passati trenta o quaranta secondi dall'attacco della Gran Veggente Hadiya. I pensieri si fanno di nuovo chiari. Aephit si gira. Martin è a terra in una pozza di sangue. Sabine si avvicina appoggiandosi alle pareti. Daphne? Dov'è Daphne?
"Dov'è Daphne?" grida. La sua voce è distante, ovattata, bagnata.
Alle sue spalle la frivola risata di Hadiya è una risposta più che eloquente.

[25-05-2011]
The Last Picture Show
Nuova cronaca diceless in partenza!


Hollywood 1971, molti sognano il cinema e farne parte, anche i nostri
protagonisti.
Si incontreranno tutti allo stesso provino, per lo stesso film. Un
film che sara' la porta verso la verita'.
Tra sesso, menzogne, amore e amicizia, dovranno superare una prova più
grande di quanto si aspettavano. Con visioni soprannaturali e prove
reali, il destino si svelera'.
... Ma non sempre la verita' e' la soluzione migliore.

[19-04-2011]
Concorso di Composizione Narrativa Cyberpunk - 8° ed.
indetto da Cp2020 PBEM, Gdrtakeaway e Empire of Nod

www.gdrtakeaway.net
www.empireofnod.ning.com


REGOLAMENTO

- I candidati alla partecipazione dovranno chiedere l'iscrizione alla
mailing-list racconti a staff@gdrtakeaway.net.
- I racconti dovranno essere lunghi massimo 20'000 battute (spazi inclusi).
- I racconti dovranno essere inviati alla lista gta-list26@gdrtakeaway.net come
testo di una mail in formato normale con questa struttura:

Oggetto: AUTORE - TITOLO RACCONTO

Body:
BIOGRAFIA AUTORE
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RACCONTO


Specifiche:
- I contenuti dei racconti dovranno essere di ambito cyberpunk
- Il tema da affrontare nel racconto è: libero
- Una volta inviato il racconto l'autore non ha piu' diritto di modificarlo o
rettificarlo, fara' testo il primo invio
- L'ultima consegna e' entro e non oltre 30 giugno 2011
- Il vincitore verrà comunicato entro il 31 luglio 2011
- I racconti saranno di proprieta' esclusiva di chi li ha composti.
- Potrà essere inviato un solo elaborato per autore.


GIURIA:
- I racconti verranno giudicati dalla seguente giuria:
Giovanna "Schiele" Manfredini
Alessandro "Hol" Lazzarini
Giacomo "Sildegard" Gailli
Neve Laville

Il giudizio espresso dai giudici e' insindacabile e definitivo.

I giudici si impegnano a non esprimersi con alcuno prima della proclamazione del
vincitore

PREMIO:
Abbonamento di un anno (4 numeri) a NeXT rivista di cultura connettivista al
primo classificato e pubblicazione del racconto vincitore nella rivista NeXT.
Il Comitato dei Giudici augura a tutti buona fortuna, e che vinca il migliore!